Paranoia Agent (analisi)

paranoia-agent

Un anime dalle buone intenzioni.

Le buone intenzioni però non bastano.

Il regista Satoshi Kon (conosciuto per Paprika o Perfect Blue) dirige questo anime di 13 episodi con il suo classico stile eclettico, pieno di ragionamenti sull’esistenza umana, di psicologia e surrealismo.

I primi episodi, molto misteriosi e discretamente carini, narrano di un giovane aggressore (soprannominato Shonen Bat) per le strade di Tokyo che, spostandosi su pattini d’oro, colpisce alcune persone con una mazza da baseball… apparentemente senza motivo.

ShounenBat.png

Ogni episodio vede generalmente protagonisti diversi ma mantiene un filo conduttore con ciò che è stato già visto in precedenza. Purtroppo, il regista, dopo qualche episodio, inizia a calcare un po’ troppo la mano e la serie sprofonda nell’oblio.

Di per sé, l’anime non è brutto, sebbene i personaggi lo siano pressoché tutti, ma è composto da troppi stili visivi e narrativi differenti per risultare un prodotto solido e convincente.

La soundtrack è carina.

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